Come migliorare la sicurezza dello Studio Legale con il modello Zero Trust

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La cybersecurity ha subito continui cambiamenti dovuti alla costante innovazione tecnologica degli ultimi anni, ed è per questo motivo che è importante capire come si può migliorare la sicurezza dello Studio Legale con il modello Zero Trust.

La rapida e molto diffusa adozione di nuove tecnologie cloud e dell’IoT, ha creato molte nuove superfici di attacco e le pratiche di sicurezza possono solo adattarsi a tutti questi cambiamenti.

Alla base di una nuova ondata di pensiero relativo alla sicurezza dello Studio Legale c’è il modello Zero Trust Security. Infatti, applicare i principi di questo modello alla propria realtà professionale è il miglior modo per prevenire attacchi informatici di qualsiasi genere.

Una ricerca del 2019 di IBM ha chiaramente mostrato che gli attacchi informatici sono notevolmente aumentati. Infatti, nel 2019, per la prima volta, la maggior parte delle violazioni dei dati (51 %) è derivata da attacchi maliziosi o criminali. C’è stato un aumento del 3 % rispetto al 2018 e un aumento totale del 21 % rispetto alla prima ricerca di IBM in questo ambito risalente al 2014. Essi hanno notato che quasi i 3/4 di questi attacchi hanno avuto successo sfruttando credenziali o identità dei lavoratori.

In particolare, la sicurezza dello Studio Legale è un argomento che deve stare particolarmente a cuore ai professionisti che gestiscono ogni giorno una quantità di dati e informazioni sensibili molto consistente.

Tutti questi dati possono spaventare, ma è importante comprendere il perché gli attacchi informatici sono aumentati notevolmente. La sicurezza della rete internet ha rispettato alcuni principi sin dai primi giorni della sua esistenza. Sin dall’inizio, l’apertura è stata incoraggiata nelle varie progettazioni delle reti, e tutto ciò è stato ottimo per incoraggiare la collaborazione e condivisione, ma ha avuto anche risvolti negativi.

In passato, la sicurezza è stata la più forte a livello di rete. Nel 2020 essendoci ormai professionisti che lavorano in Smart Working, utilizzano ambienti cloud e cavalcano la nuova era di digitalizzazione, non ci sono più perimetri di reti funzionali, ma risorse che devono essere protette individualmente. Per questo motivo, è importante scoprire e adottare il nuovo approccio necessario per migliorare la sicurezza dello Studio Legale.

Il modello Zero Trust per la sicurezza dello Studio Legale

Il modello Zero Trust per la sicurezza dello Studio Legale sposta l’attenzione da dove è il professionista a chi è (la sua identità o il dispositivo utilizzato). Questo rende le interazioni basate sul network molto più semplici da monitorare e gestire. Come implica il nome Zero Trust, ogni interazione con le risorse interne dello Studio Legale deve essere autenticato da parte del professionista, indipendentemente da chi sia e dal ruolo che occupa.

Per sviluppare efficacemente il modello Zero Trust è necessario avere una buona combinazione di tecnologia e procedimento. L’autenticazione a multi-fattori è uno dei principali strumenti utilizzati per assicurare accessi legittimati all’interno della realtà professionale, tramite Microsoft Authenticator.

Altri strumenti chiave che possono essere un valido aiuto per migliorare la sicurezza dello Studio Legale sono quelli che consentono di gestire gli accessi, decriptarli, monitorare la rete, i permessi dei file di sistema e la micro-segmentazione della rete dello Studio Legale.

Poiché viene utilizzato un insieme molto particolare di moderni strumenti di sicurezza, l’applicazione Zero Trust alle infrastrutture legacy può essere una sfida. Cercare e aggiornare i sistemi e le pratiche esistenti a volte può essere eccessivo per i professionisti a causa di guadagni di sicurezza limitati.

In questi casi l’approccio migliore è quello di rendere il modello Zero Trust parte integrante della sicurezza dello Studio Legale. Ad esempio, gli Studi Legali possono incorporare i principi di questo modello al modello esistente dato che i sistemi legacy vengono ritirati a favore di risorse cloud.

Come si implementa il modello Zero Trust per la sicurezza dello Studio Legale?

Ovviamente, il processo cambierà in base alla realtà professionale in cui il modello viene implementato, ma tendenzialmente questa è la strategia da seguire.

  • Controllare la rete dello Studio per valutare gli obiettivi di attacco

Innanzitutto, per proteggere una realtà professionale è necessario conoscerla a fondo. Inizialmente è quindi necessario effettuare una valutazione di ogni applicazione e dispositivo che può essere l’obiettivo di un attacco informatico. Questo processo aiuterà a comprendere quali sono gli elementi sensibili presenti all’interno dello Studio Legale e creare di conseguenza la miglior organizzazione della sicurezza.

  • Utilizzare l’autenticazione a multi-fattori

Ogni risorsa o applicazione che gestisce e controlla ruoli e identità necessita di un livello di sicurezza maggiore. I servizi di directory, i controller dei domini dei professionisti e i relativi sistemi di gestione dovrebbero essere tutti protetti con l’autenticazione in più passaggi.

  • Autenticare gli account principali e le applicazioni associate

Se un utente esterno allo Studio riesce ad accedere e compromettere un account principale, diventa difficile distinguerlo da un utente attendibile. Se ciò può accadere, è necessario migliorare sia l’autenticazione degli account nel momento dell’accesso, ma anche limitare le applicazioni a cui gli utenti possono accedere, senza una previa autenticazione.

  • Monitorare le attività degli account

Il modo migliore per iniziare a migliorare la sicurezza dello Studio Legale non è quello di considerare l’autenticazione a multi-fattori come un nuovo perimetro di sicurezza. Bisogna infatti partire dal presupposto che gli account dei professionisti potranno essere attaccati e compromessi e quindi è necessario continuare a monitorare tutte le attività svolte da questi account. Inoltre, è necessario monitorare l’integrità dei dispositivi utilizzati dai professionisti e i corretti aggiornamenti delle applicazioni con i relativi livelli di sicurezza.

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